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Moon River wider than a mile,
I'm crossing you in style someday.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you're going I'm going your way.
Two drifters off to see the
world,
there's such a lot of world to see.
We're after the same rainbows end,
and waiting round the bend,
my huckleberry friend, Moon River, and me.
Per addentrarci in un piccolo
gioiello cinematografico, leggero al punto giusto, confezionato
per sognare, con una sua morale - che non guasta mai- , come
non ricordare prima del titolo, la bella musica che l'ha incorniciato
ed apre la "sequenza" per eccellenza, di Colazione
da Tiffany? Moon River, Oscar alla canzone di Henry Mancini che
accarezza elegantemente Fifth Avenue a New York, dove le vetrine
lussureggianti del gioielliere, illuminano con il silenzioso
sguardo della cinepresa, di prima mattina, la quinta strada?
Lo stravagante modo di porsi verso il simbolo opulento di una
ricchezza inavvicinabile, ma sognata dalla giovane Holly, che
non perde occasione, di passare, ad ore improbabili , davanti
alle vetrine pi famose del mondo, al solo scopo di fare la classica
"vasca" rigenerante di se stessa, un'immersione nel
sogno. La ricordate? Occhialoni scuri, fasciata da un lussuoso
abito nero di Givengy, completato da un collier eccessivo e un
diadema tra i capelli raccolti, che elegantemente scende da un
taxi giallo con croissant e caffè.
Una scena paradosso, dove lo scimmiottare la ricchezza da parte
di una provinciale nella "grande mela!" vestita della
bugia di sentirsi parte integrante di un mondo che non le appartiene.
Ma, stranamente, e per il fatto di dispensare la magia del sentimento,
mai nessuno si è soffermato veramente sul personaggio,
e quale ruolo rivestisse nel film
Holly in definitiva è
una squillo di lusso, ma la sua immagine assorbita, grazie all'originalità
del personaggio, non porta chi guarda il film a rendersene ben
conto
diciamo, solo di sfuggita. Lo scopo di questa vita
intrapresa con sana follia, assurda convinzione, non è
che lo stratagemma di Holly per riuscire a realizzare il suo
progetto di vita: trovare qualcuno che pensi a lei, la protegga,
e che la ricopra di agi. E chi poteva incontrare questa dolcissima
"matta" di professione "squillo"? Uno scrittore
in piena crisi, l'affascinante Paul Varjak (George Peppard) che
si fa mantenere da una donna sposata, ricca e che offre all'uomo
quegli agi che per mancanza di autostima, non riesce a procurarsi
da solo. All'apparenza la donna sposata è presentata come
la sua arredatrice ad Holly, ma la realtà è un'altra:
è pagato dalla donna per le sue prestazioni sessuali.
Paul è uno scrittore in letargo, che non sa uscire da
questa fase di "torpore" e se la racconta come Holly.
Lui è uno gigolò ed Holly una squillo a 50 dollari
a prestazione. Leggendo qua e là, riflessioni e recensioni
su questo film, mi sono accorta che seppur non sia particolarmente
amato dal pubblico maschile, il film è adorato da quello
femminile e considerato un'icona del romanticismo. Audrey Hepburn,
grazie alla sua interpretazione, vera, fresca e spontanea, diventò
lei stessa, icona simbolo di una femminilità sofisticata
che ben si sposava con la città che ospitava Holly. Il
suo procedere sognante, quasi naif, un po' folle e fuori dalle
righe, incantò il pubblico di tutto il mondo. Moon River,
entra, seppur con leggerezza, nel "problema "identità"
e proprio per questo suo modo di far scorrere la storia, riesce
a comunicare qualcosa di profondo che agita le vite di due sognatori,
Holly e Paul che se la raccontano per riuscire a star bene in
una quotidianità che invece mostra spietatamente le pieghe
del malessere di entrambi. |
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I due personaggi del film, sono
"immagine riflessa", l'uno dell'altra, e si riconoscono,
proprio per lo specchiarsi, ognuno nella vita dell'altro. E'
questo il film. Molto simili, praticamente uguali per conduzione
di vita e desideri, eppure Paul, conoscendo sempre di più
Holly, inizialmente rimane sconcertato dalla dicotomia espressa
caratterialmente dalla donna particolarmente abile nel nascondere
la vera se stessa: è incuriosito, curiosità che
lo porterà a studiarla, e ad innamorarsene, cominciando
ad assecondarne i divertimenti sofisticati, condividendo le sue
frequentazioni assurde. La storia si dispiega elegantemente nei
due universi paralleli, dove ognuno di loro, prende a prestito
la fantasia per confezionare una realtà di comodo che
però ha forgiato molto della loro realtà. Le personalità
di Paul e Holly inevitabilmente si scontrano: lui farà
saltare tutte le sue convinzioni e sogni, gli toglierà
un rifugio nel quale si nasconde per fuggire dai suoi fantasmi.
Lei, lo renderà meno cinico, e Paul, ricomincerà
a scrivere, ispirandosi a Holly. Una bella storia d'amore ispirata
dal romanzo di un grande autore del genere, Truman Capote. Il
grande fascino e spontaneità di Audrey Hepburn, ha fatto
la differenza, nonostante fosse stata considerata dallo stesso
Truman Capot, la seconda scelta. Lo scrittore aveva pensato a
Marilyn Monroe per la parte di Holly. Ma non credo che Tiffany
e Givengy avrebbero avuto i ritorni che la Hepburn garantì
con la sua classe ed eleganza. Marilyn mostrava un sex appeal
prorompente, se avessero dato a lei la parte, molto probabilmente,
il successo si sarebbe confuso tra i tanti dell'attrice, che
avendo oltre ad una vena drammatica, non mancava di rivestire
anche ruoli brillanti. Il film avrebbe perso "qualcosa".Tutto
è stato incastrato al posto giusto, un puzzle perfetto:
attori regista sceneggiatura e musiche. La storia per quanto
possa essere datata, viene riattualizzata, ogni volta che se
ne prende visione, e mostra aderenza con la nostra contemporaneità,
dove l'identità continuamente bersagliata dagli status
symbol che compromettono non poco la credibilità verso
noi stessi e nel sociale, ed ha fissato oggi radici ben più
profonde essendo l'indicatore di un possesso o comportamenti
che permette di segnalare una posizione privilegiata agli occhi
del mondo, a differenziarci. A non essere trasparenti? Ma può
bastare un cartier, una borsa di Gucci, a chiarici chi siamo?
In Colazione da Tiffany, il palcoscenico della vita sul quale
si muovono
Paul e Holly, illudendosi di esserne i protagonisti solo per
il fatto di vivere circondati da lusso, o da gente che mostra
ricchezza vicino a loro, è la chiara metafora di una società
che si è impoverita di troppi punti di riferimento importanti
e naviga senza una specifica meta, tranne l'ottenimento di qualcosa
che mostrerà che no siamo trasparenti. Moon River traccia
un percorso significativo nella storia del cinema, ed ancora
oggi, secondo recenti statistiche, è il titolo tra i più
noleggiati in DVD, questo la dice lunga sui veri bisogni delle
persone che confondono troppo spesso il piacere con la leggerezza
del loro vivere. Blake Edwards ha saputo regalare con lungimiranza
una bella commedia che gli ha valso ben 2 premi Oscar, ed una
lunga lista di nominations. Henry Mancini con la colonna sonora,
riuscì ad immortalare questo campione di incassi di allora
e fissarlo nella memoria dello spettatore di oggi, con gli stessi
risultati in money. Chiediamoci il perché?
Nicoletta Damiano
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