Sin tetas no hay paradiso

 di Nicoletta Damiano 
Raccoglie 7 milioni di telespettatori la telenovela che ha fatto rizzare i capelli al mondo. La fiction tratta dal bestseller dello scrittore Gustavo Bolivar "Sin tetas no hay paradiso" che tradotto significa che se non hai un seno procace non puoi andare in "paradiso"….ma quale?...E' la storia di Catalina, una quattordicenne che come molte sue coetanee, vuole realizzare a tutti i costi un sogno, non ci sono sofferenze abbastanza grandi pur di arrivare alla meta, di riuscire ad avere almeno tre taglie in più nel reggiseno.

 

 

 UN ANGELO MI HA PARLATO 
 Mariella Mori- Edizioni Damiano. nex age. Parlare di Mariella non è facile. Noi siamo abituati a scrittori che scrivono romanzi d’amore, raccolte di poesie, saggi, gialli, ma la Nostra esce da tutto questo ed entra con forte personalità in una zona a noi nascosta, ma che ci appartiene, l’Eden. A questo punto, la frase di rito che potrebbe seguire sarebbe: “Ecco, un altro libro della solita catena spiritual- new age, che alla fine dicono sempre le stesse cose …” non allarmatevi, non è proprio così, anzi, sebbene il discorso sia a carattere religioso, non è questo lo scopo, non è questo il libro. Ha incontrato un Angelo e ce ne parla. Questa la storia di un incontro molto particolare.
 
 
 
 

 

 Cannes: Gomorra un successo troppo annunciato!
Da poche ore è calato il sipario sulla 61° edizione del Festival internazionale del film di Cannes, durata dal 14 al 25 maggio 2008. Come sempre, un'iniziativa di grande prestigio, che oramai da trent'anni, si svolge puntualmente, ogni mese di maggio, nella fastosa ed elegante cittadina del sud della Francia, che per undici giorni si trasforma nel crocevia di innumerevoli star più o meno famose e nominate, che fanno bella mostra sulla caratteristica "passerella scarlatta",
 
 
 
 

 

 BIZZARRO FESTIVAL 2008
 << Senti, se vuoi torturarmi, sculacciami, leccami, fà pure. Ma se questo schifo di
poesia continuerà per molto, per favore sparami adesso>>
Lori Petty in Tank Girl. Questa frase tratta da un film che molto probabilmente in pochi conosceranno, descrive il tono e lo stile fetish - underground del Festival del Film bizzarro d'autore...(CLIKKA SULLA LOCANDINA)

 
 "Bizzarria" e "costanza" sembrano termini apparentemente inconciliabili, ma evidentemente il BizzarroFilmFestival è la classica eccezione che conferma la regola, visto che il 2008 è l'anno della Quinta Edizione.
Quinta Edizione che conferma la tendenza del Festival a trasformarsi da semplice concorso di cortometraggi alternativi a happening culturale e di costume che attorno ai "temi prediletti" della trasgressione, del fetish, dell'erotismo,
...(CLIKKA SULLA LOCANDINA)
 

INFO N° 0541.678554
 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 LE TELECAMERE DELL'INCONSCIO
Nerina E. Zarabara. Cinema & Psicanalisi- Edizioni Damiano - Dal film Vertigo, al Meraviglioso mondo di Amelie, un attento sguardo nel mondo del cinema attraverso le più belle pellicole dell'900 che la giornalista e psicologa analizza entrando nelle vite e nella trama di ogni film, con l'intento di catturare quei comportamenti riconoscibili nei rapporti d'amore. Ecco allora l'amore vissuto come un tormento, o come idealizzazione ...
 

 

 MAKE-UP IN NOIR
 MAKE-UP IN NOIR - Autrici vari- Edizioni Damiano. La signora Edda indossava una vestaglia tigrata, ed un paio di pantofole morbide a macchia di leopardo quando mi invitò ad entrare nella sua dimora. Un piccolo ingresso precedeva il soggiorno, arredato con mobilia demodé, un paio di quadri sconosciuti ed un grande tavolo al centro della stanza, apparecchiato per il pranzo. Due piatti vuoti, due forchette e stesso numero di bicchieri sopra una tovaglia bianca, candida e liscia come la pelle di un neonato. Mi resi immediatamente conto che il momento in cui ero arrivata, forse non era il più appropriato, ma ….
 

 

 

 Corto Drome 2008
Gli italiani sono un popoli di scrittori, poeti e cantautori ma per chi non lo sospettasse ….esiste una folta schiera di giovani e meno giovani che amano il cinema, lo sognano, lo consumano e soprattutto lo producono. Girare un film parafrasando l'ironia di Fellini o il neorealismo nostalgico di De Sica non è cosa facile, ma in molti desiderano girare la storia del secolo, lasciare un' impronta degna di nota sulla pellicola o semplicemente divertirsi con la macchina da presa.
 

 

  

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 Mi giro un film L'innovativo inserto di Vignettopoli a cura delle nostre Life Coach Edizioni Damiano  

                                         
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

   

di Nerina E.Zarabara
 

AMATEMI
 

   
     ascolta  
Il film che ho scelto di analizzare è "Amatemi" una pellicola del 2004, regia di Renato De Maria, nella quale la protagonista della vicenda Nina (Isabella Ferrari) un'affascinante quarantenne, di punto in bianco viene lasciata dal marito. Insieme hanno condiviso l'adolescenza e l'età adulta, uniti da un rapporto di fiducia secolare, improvvisamente il compagno di mille certezze abbandona il tetto coniugale senza alcuna spiegazione. E' chiaro che quando un uomo chiude una storia dicendo che non se la sente più, ed usando frasi simil-vigliacche, è perché dietro la verità c'è un'altra povera oca da illudere.
Visto che considero la filmterapia un ottimo strumento di riflessione ed in certi casi di aiuto psicologico, ciò che viene narrato in Amatemi, è un copione che si verifica puntualmente nella vita reale.
Il gioco che meglio spiega le dinamiche comportamentali di Nina è "Tu mi lasci, ma io non mi distruggo". Nina attraversa inizialmente una fase di disperazione molto accesa che sottolinea il bisogno di elaborare il dolore per la perdita dell'oggetto d'amore. Nina trascura se stessa, non va più a lavorare, non si lava, resta a letto tutto il giorno. Una donna che perde un oggetto d'amore idealizzato si riduce in oggetto lei stessa, poiché l'assenza del suo amore, le ha risucchiato via tutta l'energia fisica e psicologica per reagire. In psicologia anche la non reazione di Nina, è chiamata elaborazione del lutto, in realtà con le lacrime oltre ad esprimere il dolore della perdita, da inizio a un processo inconscio di riparazione.E' da questo momento che inizia il "gioco" di Nina, segnato dal risveglio dei sensi, che coinvolge anche altri personaggi, marginali rispetto a lei che è la vera protagonista e in fondo, l'unica giocatrice.
 

Le mosse principali di "Tu mi lasci, ma io non mi distruggo" sono : 1) Nina si guarda allo specchio e comincia a valorizzare il proprio corpo; 2) si butta nel mondo, esce da sola per conoscere degli uomini; 3) sperimenta un nuovo stile di vita; 4) scopre che si sta bene anche da sole. Gli uomini che girano nell'universo di Nina, sono piuttosto insignificanti, delle brutte copie del marito, caratterialmente insicuri, vogliono solo sesso, ma questa volta è lei ad avere in pugno la situazione, non si lascia travolgere dalle emozioni e vive queste storie semplicemente come dei momenti di distrazione.
In questo frangente di caos e sperimentazione, Nina ritrova se stessa e recupera la dignità che aveva perso inseguendo il marito, mentre andava a lavorare e supplicandolo in mezzo alla strada di tornare con lei.
Gli uomini di Nina, sono come dei burattini, si credono forti e recitano il ruolo del macho, agiscono come predatori ma non lo sono. Presentano delle paure inconsce di castrazione, visto che non riescono ad opporsi alla forza caratteriale di Nina che in un certo senso si fa beffa di loro. Il "gioco" di Nina si conclude in modo non aggressivo, in quanto, se è vero che decide di essere libera, è altrettanto vero che è una scelta ragionata e sperimentata esclusivamente per se stessa e non per compiacere un uomo, non in funzione di un altro amante. Il regista spesso inquadra la protagonista che si sposta da un luogo all'altro a piedi, cammina molto, e simbolicamente rappresenta una ricerca interiore. Passo dopo passo, aumenta la sua consapevolezza di donna e comprende che avere un uomo imprigionato nella torre d'avorio delle sue frustrazioni, e che di conseguenza non sa amare, è superfluo.

Dott.ssa Nerina Elena Zarabara

   
           
     
 

AMATEMI Regia Renato De Maria  Drammatico (ITA -2005) Mikado Tangram Film, Mikado Film, Rai Cinema  Isabella Ferrari, Donatella Finocchiaro, Branko Djuric, Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino

   
     
           
     
 

 

LE TELECAMERE DELL'INCONSCIO

Nerina E. Zarabara. Cinema & Psicanalisi- Edizioni Damiano - Dal film Vertigo, al Meraviglioso mondo di Amelie, un attento sguardo nel mondo del cinema attraverso le più belle pellicole dell'900 che la giornalista e psicologa analizza entrando nelle vite e nella trama di ogni film, con l'intento di catturare quei comportamenti riconoscibili nei rapporti d'amore. Ecco allora l'amore vissuto come un tormento, o come idealizzazione ... molti si riconosceranno, altri rifletteranno, certo è, che l'amore cinematografico spesso ha mostrato, grazie all'abilità di grandi cineasti, un'aderenza con la realtà che sembra ricoprire un ruolo primario nella vita di tutti i giorni della coppia.
   
     
     
 

 Se siete interessati alla film terapia, e desiderate una consulenza che abbia come medicina alternativa il film, potete contattare la Dott. ssa Nerina E.Zarabara al n°347/5122152
   
     
           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 
 
 

 
 

 
 
 
 
 
 
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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