Sin tetas no hay paradiso

di Nicoletta Damiano 
 

  Raccoglie 7 milioni di telespettatori la telenovela che ha fatto rizzare i capelli al mondo. La fiction tratta dal bestseller dello scrittore Gustavo Bolivar "Sin tetas no hay paradiso" che tradotto significa che se non hai un seno procace non puoi andare in "paradiso"….ma quale?...E' la storia di Catalina, una quattordicenne che come molte sue coetanee, vuole realizzare a tutti i costi un sogno, non ci sono sofferenze abbastanza grandi pur di arrivare alla meta, di riuscire ad avere almeno tre taglie in più nel reggiseno.
 

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 Mi giro un film L'innovativo inserto di Vignettopoli a cura delle nostre Life Coach Edizioni Damiano  

                                         
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

   

di Nerina E.Zarabara

LA VOCE

DELL'AMORE
   
     ASCOLTA
In un precedente articolo di "migirounfilm" ho presentato gli effetti positivi della risata sull'umore, non bisogna però fare di tutta un'erba un fascio, visto che se la risata produce uno stato di benessere, in particolari situazioni anche un bel pianto può essere d'aiuto. Piangere fa bene. Non vi è mai capitato di sentire quella sensazione di blocco, volgarmente detto "groppo", localizzato nello stomaco che sta fisso lì e non se ne vuole andare? Il nostro organismo somatizza lo stress, si appropria di questa energia bloccata e la deposita nel soma, di solito nell'apparato in cui il soggetto è più predisposto alla somatizzazione, può essere la pelle, lo stomaco, la testa, l'equilibrio e così via…
La depressione conduce chi ne soffre verso una serie di sintomi che danneggiano l'equilibrio psichico, come il sentirsi apatici, demotivati nei confronti della vita, percepire se stessi e il mondo senza alcuna speranza e via di seguito. Talvolta la rabbia prende il sopravvento e quando inespressa può dar luogo a forme miste di stati depressivi e ansiosi, per questo è difficile anche per il soggetto capire che cosa gli stia accadendo, proprio perché la sintomatologia non rispecchia in modo preciso i criteri diagnostici del DSM IV. Fra le sensazioni lamentate spesso i depressi riferiscono l'incapacità di piangere. Perché non riesco a piangere? Cosa c'è che non va in me? E' evidente che in alcune personalità in cui la negazione è molto forte, meccanismo di difesa che impedisce al soggetto di accettare la sofferenza ed elaborarla, nascosta dietro mille razionalizzazioni, abbandonarsi alle lacrime diviene un'impresa da guinness dei primati.
Anche in questo caso, la filmtherapy ci può dare una mano. La visione di un film specifico può sollecitare delle emozioni oppure creare i presupposti affinché affiori la consapevolezza che a volte piangere rappresenta un metodo catartico fondamentale, e riconoscere che abbandonarsi alla sofferenza non rappresenta un atto distruttivo e pericoloso per l'Io.
 

Imparare a piangere, inteso come sfogo liberatorio, permette anche di sviluppare l'empatia. Immedesimarsi nei problemi altrui, provare sofferenza e rendersi conto che quando ci si ascolta troppo, scannerizzando ogni più piccola sensazione, si corre il rischio di ingigantire la dimensione reale del disagio, soffocando le risorse vitali della personalità che sono lasciate in secondo piano.
I film che propongo hanno un tono drammatico, concernono vicende umane che possono capitare a chiunque nel corso della vita, per questo motivo il contenuto narrativo dovrebbe sbloccare anche i cuori più corazzati. La voce dell'amore (1999), una splendida Meryl Streep incarna il ruolo di una donna intelligente e forte, che ha sorretto l'esistenza del marito intellettuale e di una figlia insicura alle prese con le sue ambizioni giornalistiche, improvvisamente si ammala mettendo in crisi il nucleo familiare.

Fiori di acciaio (1989), un gruppo di donne,madri e figlie, amiche e sorelle si confrontano con i problemi della vita, si spalleggiano e si ostacolano. Quando una di loro dovrà affrontare un vero dramma, ecco emergere l'autenticità del loro rapporto ed una grande capacità di sostegno psicologico.

I ponti di Madison County (1995), una storia d'amore sofferta e passionale fra un fotografo del National Geographic e una quarantenne casalinga italiana che con la sua semplicità riesce a stregarlo.
La visione dei film non deve avvenire nella stessa giornata, altrimenti si corre il rischio di sovraccaricare emotivamente il soggetto.

Un film al giorno, e consiglio la visione in completa solitudine, senza la presenza di amici o parenti che potrebbero con i loro suggerimenti denigrare il metodo oppure inserire dei contenuti inappropriati con l'obiettivo della filmtherapy.

 

Nerina E. Zarabara

 
         
   
   
   
         
   
 

 Se siete interessati alla film terapia, e desiderate una consulenza che abbia come medicina alternativa il film, potete contattare la Dott. ssa Nerina E.Zarabara al n°347/5122152
 
   
         
         
 

 

LE TELECAMERE DELL'INCONSCIO

Nerina E. Zarabara. Cinema & Psicanalisi- Edizioni Damiano - Dal film Vertigo, al Meraviglioso mondo di Amelie, un attento sguardo nel mondo del cinema attraverso le più belle pellicole dell'900 che la giornalista e psicologa analizza entrando nelle vite e nella trama di ogni film, con l'intento di catturare quei comportamenti riconoscibili nei rapporti d'amore. Ecco allora l'amore vissuto come un tormento, o come idealizzazione ... molti si riconosceranno, altri rifletteranno, certo è, che l'amore cinematografico spesso ha mostrato, grazie all'abilità di grandi cineasti, un'aderenza con la realtà che sembra ricoprire un ruolo primario nella vita di tutti i giorni della coppia.

 
     

 

 

 

 
   
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 
 

 
 

 
 
 

 
 

 

 

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