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Chi è Esmeralda? La musa
ispiratrice di un poeta fallito, la figlia bellissima di una
donna che la perderà per sempre, la zingara che con le
sue movenze leggere e soavi fa perdere la testa all'uomo più
ambito, infine un'anima in pena che vuole essere salvata da se
stessa. Una donna che nel romanzo di Victor Hugo stravolge la
vita di una Parigi di fine 1400, descritta a posteriori dall'autore
circa quattrocento anni dopo. Una vicenda umana, appassionante
e drammatica, in cui il germe dell'isteria collettiva si manifesta
contro i personaggi più deboli e sfortunati.
Esmeralda è un oggetto d'amore, idealizzato per la sua
virginea purezza, un'icona femminile modesta rispetto ai modelli
contemporanei, ingenua e intellettualmente poco impegnativa,
ma proprio per queste "doti" amata e contesa da tutti.
La storia narrata è un esempio di come può evolvere
una normale attrazione in un amore sadico e perverso. I personaggi
principali che si scontrano per conquistare l'amore di Esmeralda,
sono Padre Frollo e il figlio adottivo Quasimodo. Analizzando
l'evoluzione della vicenda, si evince che la natura del conflitto
fra Quasimodo e suo padre,attinge nel dilemma edipico. A livello
simbolico Esmeralda è la madre, pura, buona e oggetto
d'amore erotizzato da Frollo, ma non consumato, bramata e protetta
da Quasimodo, il quale sviluppa nei suoi riguardi un atteggiamento
devoto e asessuato. Fra il bambino e la madre, si interpone il
fallo (Padre Frollo) che ostacola la realizzazione di un amore
platonico. La funzione del padre che dovrebbe essere quella di
porre il divieto dell'incesto fra la madre e il figlio, spostando
il godimento della madre verso l'organo genitale maschile, in
modo che il bambino per timore di essere punito con la castrazione,
si identifichi con il modello maschile paterno; in questo triangolo
non è rispettata la sequenza evolutiva ipotizzata da Freud
e dalla psicoanalisi dell'Io, al contrario Padre Frollo (il Fallo)
diventa persecutore del figlio, realizzando così l'angoscia
di castrazione, prima solamente temuta a livello immaginario.
Il persecutore innamorato, non appena incrocia lo sguardo della
giovane zingara, è assalito da fantasie sessuali incontrollabili
e inconciliabili con il dogma della fede. Proprio a causa di
questi sentimenti conflittuali, il persecutore, vede se stesso
come vittima di un desiderio proibito, e pur riconoscendo l'attrazione
blasfema verso la giovane zingara, fa di tutto per ucciderla.
Il ragionamento di Frollo sembra essere questo: << se io
non posso averti, allora nessun altro ti avrà>>.
L'atteggiamento della zingara, spiega il motivo per cui Padre
Frollo si sente "costretto" a distruggere l'oggetto
d'amore. La narrazione illustra due momenti fondamentali della
vicenda, in cui la reazione di disgusto e rifiuto di Esmeralda
verso il prete, non ottiene l'effetto desiderato. Il prete invece
di ravvedersi e di capire l'errore che sta commettendo, distorce
il significato della comunicazione.

La scena della prigione e la
scena in cui Esmeralda scappa dal rifugio di Notre Dame, secondo
il mio punto di vista, sono gli esempi di tale interazione patologica.
In entrambe le situazioni, Padre Frollo cerca di convincere la
zingara che la sua vita sarà salva, se acconsentirà
ad amarlo, se accetterà di essere da lui posseduta. Esmeralda
rifiuta, usando parole che esprimono disprezzo, repulsione e
rabbia verso le richieste del prete. Egli a sua volta, a livello
inconscio si sente sporco, appestato da una maledizione, ma il
rifiuto della giovane non lo solleva, al contrario è come
se vedesse attraverso gli occhi spaventati di Esmeralda, l'essere
amorale che è diventato. |
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Questo non può accettarlo,
così l'atteggiamento inconsciamente provocatorio di Esmeralda,la
quale invece di intuire la pericolosità del suo spasimante,
rincara la dose, inondandolo dell'amore puro che prova per il
Capitano Phoebus, di quanto lui sia splendido, con una tal ingenuità
da scatenare la collera di Frollo. Egli per sentirsi meno sporco,
si percepisce una vittima della lussuria che la zingara emana,
per cui pur consapevole dei sentimenti che prova verso Esmeralda,
il prete usa inconsciamente l'identificazione proiettiva, e dopo
aver proiettato la sua rabbia e i suoi desideri proibiti sulla
giovane, si sente giustificato a reagire aggressivamente verso
di lei, poiché si percepisce vittima di un desiderio sadico.
In questo modo, il prete tormentato dal desiderio sessuale, costruisce
nella sua mente un legame immaginario con la giovane. Egli è
convinto di stare insieme a Esmeralda, e si rivolge a lei, con
l'atteggiamento tipico di un uomo possessivo e insicuro, che
ha paura di perdere una "cosa" che è già
sua. Il problema è che la gelosia di Frollo, nasce da
un Super Io rigido e punitivo, che mira ad eliminare la fonte
della sua sofferenza (Esmeralda), pur di cancellare la sensazione
di sentirsi escluso. Fin dal primo incontro con Esmeralda, Padre
Frollo si trova sempre faccia a faccia con un rivale, prima Gringoire,
il poeta fallito e vigliacco, poi il Capitano Phoebus, ed infine
Quasimodo.

Il persecutore innamorato, ordisce
un complotto a danno della povera zingara, una notte segue il
capitano Phoebus, fino al luogo d'incontro dei due amanti, spia
il corpo di Esmeralda che si dimena fra le braccia dell'uomo
di cui è innamorata, senza accorgersi della presenza del
prete, nascosto dietro una tenda. Così, approfittando
della situazione, aggredisce con un pugnale il capitano, e fa
incriminare Esmeralda, convincendo il giudice della morte di
Phoebus, il quale in realtà dopo essere guarito, si dilegua.
Quasimodo, il diverso, il mostro, orripilante nell'aspetto e
per questo rifiutato da tutti, si ribella alla castrazione del
padre, che lo vuole fuori dal triangolo edipico. Il duello fra
padre e figlio mette in scena il classico dilemma edipico, reso
ancor più significativo dal simbolismo religioso, a cui
le parole "padre e figlio" rimandano.
Il sacrificio di Quasimodo, è totale abnegazione all'amata,
nonostante lei lo rifiuti, continua a proteggerla, rispettandola,
senza mai oltrepassare il limite. Lo sguardo di lei non incrocia
amorevolmente gli occhi bisognosi di amore dell'unica persona
che si prodiga per salvarla, eppure l'amore di Quasimodo, platonico
ma vero, resta.
Diverso è il vissuto dell'antagonista, come ho già
ampiamente esposto. La punizione che Padre Frollo infligge alla
peccatrice Esmeralda, è interpretata dal persecutore come
giustizia divina, così la giovane muore impiccata, per
un delitto che non ha commesso. Uccisa dall'amore malato e sadico,
di un uomo che non avrebbe mai saputo amarla, mentre Quasimodo,
il gobbo di Notre Dame, si sdraia accanto al cadavere dell'amata,
aspettando che giunga la morte a liberarlo dal suo dolore.
Dr.ssa Nerina
Elena Zarabara
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