Sin tetas no hay paradiso
 

di Nicoletta Damiano 
 

  Raccoglie 7 milioni di telespettatori la telenovela che ha fatto rizzare i capelli al mondo. La fiction tratta dal bestseller dello scrittore Gustavo Bolivar "Sin tetas no hay paradiso" che tradotto significa che se non hai un seno procace non puoi andare in "paradiso"….ma quale?...E' la storia di Catalina, una quattordicenne che come molte sue coetanee, vuole realizzare a tutti i costi un sogno, non ci sono sofferenze abbastanza grandi pur di arrivare alla meta, di riuscire ad avere almeno tre taglie in più nel reggiseno.
 

Info 0541.678554
 
 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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 Mi giro un film L'innovativo inserto di Vignettopoli a cura delle nostre Life Coach Edizioni Damiano  

                                         
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

   

di Nerina E.Zarabara
 

Il Gobbo Notre Dame
 

   
     ascolta  

Chi è Esmeralda? La musa ispiratrice di un poeta fallito, la figlia bellissima di una donna che la perderà per sempre, la zingara che con le sue movenze leggere e soavi fa perdere la testa all'uomo più ambito, infine un'anima in pena che vuole essere salvata da se stessa. Una donna che nel romanzo di Victor Hugo stravolge la vita di una Parigi di fine 1400, descritta a posteriori dall'autore circa quattrocento anni dopo. Una vicenda umana, appassionante e drammatica, in cui il germe dell'isteria collettiva si manifesta contro i personaggi più deboli e sfortunati.
Esmeralda è un oggetto d'amore, idealizzato per la sua virginea purezza, un'icona femminile modesta rispetto ai modelli contemporanei, ingenua e intellettualmente poco impegnativa, ma proprio per queste "doti" amata e contesa da tutti. La storia narrata è un esempio di come può evolvere una normale attrazione in un amore sadico e perverso. I personaggi principali che si scontrano per conquistare l'amore di Esmeralda, sono Padre Frollo e il figlio adottivo Quasimodo. Analizzando l'evoluzione della vicenda, si evince che la natura del conflitto fra Quasimodo e suo padre,attinge nel dilemma edipico. A livello simbolico Esmeralda è la madre, pura, buona e oggetto d'amore erotizzato da Frollo, ma non consumato, bramata e protetta da Quasimodo, il quale sviluppa nei suoi riguardi un atteggiamento devoto e asessuato. Fra il bambino e la madre, si interpone il fallo (Padre Frollo) che ostacola la realizzazione di un amore platonico. La funzione del padre che dovrebbe essere quella di porre il divieto dell'incesto fra la madre e il figlio, spostando il godimento della madre verso l'organo genitale maschile, in modo che il bambino per timore di essere punito con la castrazione, si identifichi con il modello maschile paterno; in questo triangolo non è rispettata la sequenza evolutiva ipotizzata da Freud e dalla psicoanalisi dell'Io, al contrario Padre Frollo (il Fallo) diventa persecutore del figlio, realizzando così l'angoscia di castrazione, prima solamente temuta a livello immaginario. Il persecutore innamorato, non appena incrocia lo sguardo della giovane zingara, è assalito da fantasie sessuali incontrollabili e inconciliabili con il dogma della fede. Proprio a causa di questi sentimenti conflittuali, il persecutore, vede se stesso come vittima di un desiderio proibito, e pur riconoscendo l'attrazione blasfema verso la giovane zingara, fa di tutto per ucciderla. Il ragionamento di Frollo sembra essere questo: << se io non posso averti, allora nessun altro ti avrà>>.
L'atteggiamento della zingara, spiega il motivo per cui Padre Frollo si sente "costretto" a distruggere l'oggetto d'amore. La narrazione illustra due momenti fondamentali della vicenda, in cui la reazione di disgusto e rifiuto di Esmeralda verso il prete, non ottiene l'effetto desiderato. Il prete invece di ravvedersi e di capire l'errore che sta commettendo, distorce il significato della comunicazione.

La scena della prigione e la scena in cui Esmeralda scappa dal rifugio di Notre Dame, secondo il mio punto di vista, sono gli esempi di tale interazione patologica. In entrambe le situazioni, Padre Frollo cerca di convincere la zingara che la sua vita sarà salva, se acconsentirà ad amarlo, se accetterà di essere da lui posseduta. Esmeralda rifiuta, usando parole che esprimono disprezzo, repulsione e rabbia verso le richieste del prete. Egli a sua volta, a livello inconscio si sente sporco, appestato da una maledizione, ma il rifiuto della giovane non lo solleva, al contrario è come se vedesse attraverso gli occhi spaventati di Esmeralda, l'essere amorale che è diventato.

 

Questo non può accettarlo, così l'atteggiamento inconsciamente provocatorio di Esmeralda,la quale invece di intuire la pericolosità del suo spasimante, rincara la dose, inondandolo dell'amore puro che prova per il Capitano Phoebus, di quanto lui sia splendido, con una tal ingenuità da scatenare la collera di Frollo. Egli per sentirsi meno sporco, si percepisce una vittima della lussuria che la zingara emana, per cui pur consapevole dei sentimenti che prova verso Esmeralda, il prete usa inconsciamente l'identificazione proiettiva, e dopo aver proiettato la sua rabbia e i suoi desideri proibiti sulla giovane, si sente giustificato a reagire aggressivamente verso di lei, poiché si percepisce vittima di un desiderio sadico.
In questo modo, il prete tormentato dal desiderio sessuale, costruisce nella sua mente un legame immaginario con la giovane. Egli è convinto di stare insieme a Esmeralda, e si rivolge a lei, con l'atteggiamento tipico di un uomo possessivo e insicuro, che ha paura di perdere una "cosa" che è già sua. Il problema è che la gelosia di Frollo, nasce da un Super Io rigido e punitivo, che mira ad eliminare la fonte della sua sofferenza (Esmeralda), pur di cancellare la sensazione di sentirsi escluso. Fin dal primo incontro con Esmeralda, Padre Frollo si trova sempre faccia a faccia con un rivale, prima Gringoire, il poeta fallito e vigliacco, poi il Capitano Phoebus, ed infine Quasimodo.

Il persecutore innamorato, ordisce un complotto a danno della povera zingara, una notte segue il capitano Phoebus, fino al luogo d'incontro dei due amanti, spia il corpo di Esmeralda che si dimena fra le braccia dell'uomo di cui è innamorata, senza accorgersi della presenza del prete, nascosto dietro una tenda. Così, approfittando della situazione, aggredisce con un pugnale il capitano, e fa incriminare Esmeralda, convincendo il giudice della morte di Phoebus, il quale in realtà dopo essere guarito, si dilegua. Quasimodo, il diverso, il mostro, orripilante nell'aspetto e per questo rifiutato da tutti, si ribella alla castrazione del padre, che lo vuole fuori dal triangolo edipico. Il duello fra padre e figlio mette in scena il classico dilemma edipico, reso ancor più significativo dal simbolismo religioso, a cui le parole "padre e figlio" rimandano.
Il sacrificio di Quasimodo, è totale abnegazione all'amata, nonostante lei lo rifiuti, continua a proteggerla, rispettandola, senza mai oltrepassare il limite. Lo sguardo di lei non incrocia amorevolmente gli occhi bisognosi di amore dell'unica persona che si prodiga per salvarla, eppure l'amore di Quasimodo, platonico ma vero, resta.
Diverso è il vissuto dell'antagonista, come ho già ampiamente esposto. La punizione che Padre Frollo infligge alla peccatrice Esmeralda, è interpretata dal persecutore come giustizia divina, così la giovane muore impiccata, per un delitto che non ha commesso. Uccisa dall'amore malato e sadico, di un uomo che non avrebbe mai saputo amarla, mentre Quasimodo, il gobbo di Notre Dame, si sdraia accanto al cadavere dell'amata, aspettando che giunga la morte a liberarlo dal suo dolore.

Dr.ssa Nerina Elena Zarabara

 

 

 

 

 

 

 

   
           
     
 

William Dieterle Il gobbo di Notre- Dame (Avventura, Usa 1939)  Bruno Frank, Sonya Levien Victor Hugo Maureen O'Hara (Esmeralda), Charles Laughton (Luigi XI), Harry Davenport (Il capitano Phoebus), Alan Marshall (Gringoire), Edmond O'Brian (Padre Frollo).

   
     
           
           
 

 

LE TELECAMERE DELL'INCONSCIO

Nerina E. Zarabara. Cinema & Psicanalisi- Edizioni Damiano - Dal film Vertigo, al Meraviglioso mondo di Amelie, un attento sguardo nel mondo del cinema attraverso le più belle pellicole dell'900 che la giornalista e psicologa analizza entrando nelle vite e nella trama di ogni film, con l'intento di catturare quei comportamenti riconoscibili nei rapporti d'amore. Ecco allora l'amore vissuto come un tormento, o come idealizzazione ... molti si riconosceranno, altri rifletteranno, certo è, che l'amore cinematografico spesso ha mostrato, grazie all'abilità di grandi cineasti, un'aderenza con la realtà che sembra ricoprire un ruolo primario nella vita di tutti i giorni della coppia.
   
           
           
     
 

 Se siete interessati alla film terapia, e desiderate una consulenza che abbia come medicina alternativa il film, potete contattare la Dott. ssa Nerina E.Zarabara al n°347/5122152
   
     
           
           
           
     

 *  foto Nez: la Cattedrale di Notre Dame*
   
   
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 
 
 
 
 
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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