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Il rapporto di coppia narrato
in questo film, la storia di Alice e Michael, è un esempio
di "amore disfunzionale" che designa una relazione
basata su una felicità fittizia che, giorno dopo giorno,
trae il proprio nutrimento dal malessere psicologico di uno dei
due partner. Alice soffre di alcolismo da diversi anni ma il
suo problema con l'alcool, non è considerato tale da nessuno
dei membri della sua famiglia. Michael (Andy Garcia) si gongola
nel narcisismo, oscillando dal ruolo di marito premuroso al compagno
giocherellone pronto a saltare con Alice, su un aereo diretto
per il Messico per dimenticare le marachelle alcoliche della
moglie. Nella prima parte del film, i due utilizzano la negazione
come meccanismo di difesa principale, entrambi sembrano non vedere
ciò che sta capitando a loro stessi.
E le figlie dove le hanno lasciate? Jess e Casey, rispettivamente
di sei e quattro anni, più intelligenti dei loro genitori,
si accorgono degli sbalzi d'umore della madre, quando la mattina
non si alza dal letto per preparare la colazione, e lo fa Michael
al posto suo, o quando si dimentica di andarle a prendere a scuola,
perché ha alzato un pochino il gomito dopo pranzo. Gli
occhi di Jess, la più grande sono spesso tristi e cercano
lo sguardo di una donna con il cervello addormentato dall'alcool,
e che non ha voglia di essere madre. Una notte Alice, sotto l'effetto
dell'alcool rompe delle bottiglie per strada e salta in piedi
sul cofano di un auto, facendo scattare gli allarmi antifurto.
Scene come queste rappresentano la follia ordinaria di una donna
che seppure amata dal compagno che fa di tutto per darle una
vita agiata e serena, non riesce a sentirsi soddisfatta e non
sa da dove partire per ricominciare, se non dal collo di una
bottiglia di whisky. Eppure Alice ha tutto: l'amore di un uomo
affascinante e comprensivo, due brave figlie e una bellissima
casa. La ricerca della felicità comincia da se stessi,
prima che con qualcun' altro, ed occorre imparare a volersi bene
e a rispettarsi. Michael, abbandona per un attimo il posto sulla
giostra, e spinge la moglie a ricoverarsi in un centro di disintossicazione.
C'è da chiedersi
perché non l'ha fatto prima?
Michael ha infatti la sua parte di colpe nella vicenda, in apparenza
è un marito premuroso e pronto a soccorrere la moglie
in ogni drammatica evenienza, dall'altra questo suo atteggiamento
da "superman" delinea un'insicurezza di fondo nel suo
rapporto di coppia. Il "gioco" (analisi transazionale)
di Michael praticato all'interno della coppia, si potrebbe definire
con : " Bevi, tanto ci sono io!" . Il suo modo di essere
indispensabile, in tutto e per tutti, oltre ad innalzare la sua
autostima, lo porta a maturare l'idea che senza il suo aiuto
"onnipotente", le cose non possono funzionare.
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Per un uomo così egocentrico
e insicuro, che ha bisogno di dimostrare sempre a se stesso di
essere al vertice di ogni decisione, Alice è la partner
perfetta. Imbrigliata nella morsa di una dipendenza che si porta
dietro dalla giovane età e di cui ha rimosso il motivo,
lei che si rifugia nell'alcol piuttosto che ricercare le cause
che la fanno sentire insoddisfatta, usa il suo partner come se
fosse alcol, lo manda giù quando le serve e basta. Michael
usa Alice come la bottiglia di un buon vino, la prende, la sposta
e all'occorrenza la mette in bella mostra. Nel film di Luis Mandoki,
si assiste alla crisi di una coppia che era più felice
quando lei era alcolizzata e lui si assumeva tutte le responsabilità.
Non appena Alice termina il percorso di riabilitazione, in cui
recupera un ricordo traumatico dell'infanzia (il padre la costringeva
a bere), e comincia a riappropriarsi del suo ruolo di madre e
donna, l'amore folle e spensierato vacilla. La coppia che aveva
appreso a vivere seguendo un modello disfunzionale di relazione,
perduto lo schema del gioco, non si trova più. Il lieto
fine del film, non deve distogliere dal nucleo psicologico sollecitato
dalla visione di Amarsi. Esistono dei vantaggi più o meno
consci, che fanno funzionare il rapporto di coppia spesso a discapito
dei reali bisogni del o della partner. Il difetto caratteriale
di un partner, può diventare il punto di forza dell'altro
e di conseguenza l'alibi della coppia, nel bene e nel male.
Questo film sollecita alcune riflessioni nell'ambito di un rapporto
di coppia in crisi:
" Si sente perennemente insoddisfatto/a del suo rapporto
di coppia?
" Il/la partner si comporta in modo eccessivamente premuroso
nei suoi riguardi?
" Pensando ai suoi genitori, trova delle somiglianze con
il/la partner attuale?
" Esistono dei motivi per sospettare che il/la partner le
nascondi qualcosa?
" Gli sbalzi d'umore del/della partner sono frequenti?
" Ha mai fantasticato di essere di essere acclamato al centro
di un palcoscenico?
Ciascun soggetto trae dalla visione
del film, spunti di riflessione anche differenti rispetto a quelli
che ho presentato, ma comunque utili per approfondire l'identificazione
con la coppia disfunzionale. Il vantaggio inconscio della condotta
disfunzionale nel rapporto, e le strategie disadattive usate
da Alice e Michael nella prima parte del film, sono esemplificativi
di uno stile di vita anomale, in cui prevalgono due difese psicologiche:
la negazione di un dato di realtà che genera malessere
e frustrazione; e la proiezione della colpa riversata inizialmente
sul partner poi, avvenuta l'accettazione del problema da parte
della coppia, ritorna verso l'alcol e chi simbolicamente lo rappresenta.
Dr.ssa Nerina.E.Zarabara
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