Sin tetas no hay paradiso

di Nicoletta Damiano 

  Raccoglie 7 milioni di telespettatori la telenovela che ha fatto rizzare i capelli al mondo. La fiction tratta dal bestseller dello scrittore Gustavo Bolivar "Sin tetas no hay paradiso" che tradotto significa che se non hai un seno procace non puoi andare in "paradiso"….ma quale?...E' la storia di Catalina, una quattordicenne che come molte sue coetanee, vuole realizzare a tutti i costi un sogno, non ci sono sofferenze abbastanza grandi pur di arrivare alla meta, di riuscire ad avere almeno tre taglie in più nel reggiseno.
 

 Il Corpo VIBRANTE
Il Corpo VIBRANTE di Massimo Pagnini - Edizioni Damiano- Massimo Pagnini è un sensitivo e studioso di discipline esoteriche, e grazie all' esperienza maturata negli anni, è entrato in contatto con i problemi delle persone, le difficoltà piccole e grandi del vivere quotidiano, le paure e le fragilità dell'animo umano. Il suo modo di porsi, schietto e diretto, valorizzato dalle sue capacità sensitive, gli ha permesso di tracciare le linee guida del suo pensiero, racchiuso appunto in questo testo intitolato "Il corpo vibrante". Esistono delle forze negative e positive che influenzano il nostro pensiero e quindi anche il comportamento.
 
 

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 Mi giro un film L'innovativo inserto di Vignettopoli a cura delle nostre Life Coach Edizioni Damiano  

                                         
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

   

di Nerina E.Zarabara

Thelma e Louise
 

 
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Questo road movie tutto al femminile, targato Ridley Scott è un interessante esempio cinematografico degli effetti provocati da uno stile di vita eccessivamente rigido e costrittivo per l'Io. La vicenda narrata da Scott, per le caratteristiche di esordio improvviso, percorso caotico e finale tragico, richiama le tristi storie di cronaca, quotidianamente presentate dai telegiornali e che destano per lo più reazioni di stupore. Come può un tranquillo pensionato, con la passione del giardinaggio diventare da un giorno all'altro uno spietato assassino?... Allo stesso modo, nel mondo cinematografico una cameriera di fast food e una casalinga, una mattina saltano sopra una vecchia Ford Thunderbird con una pistola in tasca, per assaggiare la polvere della strada. Due donne dal passato apparentemte intoccabile, decidono di dare una svolta alla loro vita, e senza pensarci troppo su, agiscono d'impulso e …
Il primo tempo del film suggerisce in sordina che durante il tragitto vacanziero potrebbe accadere qualcosa in grado di tramutare da un momento all'altro la breve vacanza di Luoise e Thelma, in un viaggio senza ritorno. Thelma viene aggredita da un uomo violento all'uscita di un locale da ballo, e Louise per difenderla spara all'uomo. Già il fatto che Louise avesse con se una pistola, anche se portata per precauzione, è un indizio neanche troppo sottile che mette sull'attenti lo spettatore, il quale si potrebbe domandare: Ma prima o poi la userà?
In questo genere di film, come del resto nella vita, c'è sempre un tempo anteriore all'evento che sollecitato da fattori situazionali congeniali, attendeva di manifestarsi. Il passato non elaborato ritorna con prepotenza nel presente di Louise. Lei è "la forte", colei capace di risolvere ogni situazione, la spalla su cui Thelma versa ogni lacrima e speranza. Eppure un'ombra si è posata sulla sua vita, il film racconta che Luoise è stata vittima di violenza sessuale. L'esperienza traumatica non pienamente elaborata ha inciso nella sua personalità, generando una carica aggressiva soffocata per troppo tempo. Quando un sintomo decide di parlare, di dare voce alla sopraffazione e all'umiliazione esperita dal soggetto, e lo fa nella cornice di un Io che non ha mai fatto niente per curarsi, allora non ci sono vie di scampo. Louise, afferra la pistola e uccide l'uomo che gettando Thelma sopra il cofano di una macchina, stava tentando di stuprarla. Il dolore offusca la sua mente e davanti alla scena dell'aggressione dell'amica, si attiva uno schema nella memoria di Louise e la rabbia e l'odio verso il suo aggressore diventano reali. Louise uccide l'aggressore di Thelma, ma nella realtà fantasmatica anche il suo.
 

Ha inizio il viaggio, una maschera è caduta e ora anche l'altra amica si appresta a togliersi la propria. Thelma è l'icona dell'ingenuità, ha un Io debole e narcisista. Sposata ad un uomo burbero e dittatore, che usa l'alcol e le botte come stile di vita, Thelma inconsciamente intimorita da una figura paterna che non riesce a contraddire, cede ad ogni ricatto psicologico del marito fino a, quando grazie all'amica, decide di liberarsi dal suo carnefice. Per lei, inesperta e apparentemente un po' "oca", il viaggio con Louise è un vero e proprio salto nel buio. L'avventura di una notte con uno sbandato autostoppista, la sparizione dei soldi per opera del misterioso seduttore, e il tentativo di aggressione, tali eventi la risveglieranno dal torpore psichico in cui vegetava. Finalmente diventa consapevole che non esiste più un padre-padrone cui render conto, eccetto se stessa. Così Thelma prende la pistola di Louise, e rapina un drugstore. La folle corsa contro tutto e tutti, terminerà con un tuffo nel Grand Canyon.
La visione di questo film, sollecita il desiderio di liberarsi una volta per tutte da quelli che gli esseri umani definiscono i pesi della vita. Al contrario di quanto fanno le protagoniste della vicenda, la rapina e il suicidio non sono strumenti idonei al raggiungimento di un adattamento sano alla realtà; il fatto che il regista abbia optato per questi mezzi drastici serve a enfatizzare lo stato di disperazione e il caos emotivo delle due donne, le quali pur di non tornare indietro, scelgono il finale più tragico. Con il gesto di tuffarsi nel vuoto, scelgono inconsciamente di essere identificate come le vittime che nessuno è mai riuscito a capire e ad accettare fino in fondo. E con un gesto del genere non si può non essere ricordate, da chi resta, forse con la speranza di suscitare un grave senso di colpa. Sono solo ipotesi, visto che la vicenda narrata da Scott è pura finzione e come tale rientra nel registro dell'immaginario, quindi Thelma e Louise non è un film propriamente educativo, ma al tempo stesso come la stragrande maggioranza dei film, ci comunica una visione della vita. Un peso troppo grosso e non elaborato con l'aiuto di persone competenti, grava sull'Io fino a un punto in cui dopo essere imploso nella personalità riemergerà generando effetti "patologicamente disastrosi".
Sempre restando nell'ottica della cinematerapia alcune domande su cui riflettere:
a) Il/ la partner giudica i vostri comportamenti anche alla presenza di altre persone?
b) Vi capita di fantasticare di essere altrove e di fare un'altra vita?
c) Vi capita durante una discussione di immaginare di usare delle armi per difendervi?
d) Avete mai la sensazione di vivere in un modo stabilito da altri?

Dr.ssa Nerina Zarabara

 

 

 

 
         
   
  Thelma e Louise (Usa 1991) Regia: Ridley Scott -Interpreti: Susan Sarandon (Louise Sawyer) Geena Davis (Thelma Dickerson), Brad Pitt ( J.D.), Harvey Keitel ( Hal), Michael Madsen (Jimmy) . Sceneggiatura: Callie Khouri Durata: 129'  
   
         
   
 

 Se siete interessati alla film terapia, e desiderate una consulenza che abbia come medicina alternativa il film, potete contattare la Dott. ssa Nerina E.Zarabara al n°347/5122152
 
   
         

 

 

 

 

   
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 
 

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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